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Fitoestrogeni: un argomento controverso

Fitoestrogeni: un argomento controverso

Fitoestrogeni: un argomento controverso

I fitoestrogeni: vantaggi e svantaggi di questi ormoni vegetali

          Cosa sono i fitoestrogeni?

La parola fitoestrogeni deriva dalla parola greca “phyto“, o pianta, ed “estrogeno“, l’ormone che causa fertilità in tutte le femmine di mammiferi. I fitoestrogeni sono composti polifenolici vegetali. Sono prodotti naturalmente da diverse piante, come difesa naturale contro gli erbivori. I fitoestrogeni sono stati definiti anche estrogeni alimentari. Infatti non sono creati dal sistema endocrino umano, ma possono essere solo ingeriti o consumati.

          Dove troviamo i fitoestrogeni?

I fitoestrogeni esistono in molti alimenti, integratori e oli essenziali. Alcune delle più alte concentrazioni possono trovarsi in: soia e prodotti a base di soia, tempeh, semi di lino, avena, orzo, lenticchie, semi di sesamo, yams, erba medica, mele, carote, olio di gelsomino, melograni, germe di grano, caffè, radice di liquirizia, luppolo, bourbon, birra e trifoglio rosso.

Tra i diversi tipi di fitoestrogeni, i più studiati sono gli isoflavoni. Sono noti anche come isoflavoni di soia, perché la maggior parte si trova nella soia e nel trifoglio rosso.

fitoestrogeni

          Che effetti hanno i fitoestrogeni sul nostro organismo?

Avendo una struttura molto simile a quella degli estrogeni, ovvero gli ormoni sessuali femminili che regolano il ciclo mestruale, i fitoestrogeni ne imitano la funzione. In questo modo, i fitoestrogeni agiscono da antagonisti degli estrogeni (nel senso che si comportano in modo opposto all’estrogeno biologico). Si legano infatti al recettore corporeo degli estrogeni. Questo è il motivo per cui i fitoestrogeni vengono anche detti interferenti endocrini, ossia, “disturbano” la normale funzione ormonale.

Gli effetti estrogenici e anti-estrogenici dei fitoestrogeni, sono stati spesso considerati negativamente in modo schiacciante. Nella maggior parte delle giovani donne, estrogeni “extra” nel corpo, possono causare infertilità, sindrome dell’ovaio policistico e persino alcuni tipi di cancro. Le donne di età superiore ai 50 anni sperimentano una riduzione dei livelli di estrogeni corporei. In questi casi, diversi studi mostrano come gli estrogeni alimentari possano avere diversi benefici.

fitoestrogeni

          Quali funzioni possono avere i fitoestrogeni?

I fitoestrogeni possono essere utili per le donne che cercano di riequilibrare i loro ormoni, mentre si avvicinano alla menopausa.

Il periodo precedente all’interruzione delle mestruazioni è definito perimenopausa. Durante questa fase, i livelli di estrogeni nel corpo oscillano e causano una varietà di sintomi (vampate, stanchezza, mestruazioni irregolari, sbalzi d’umore, basso desiderio sessuale, ecc.).

I fitoestrogeni, quindi, sembrano rappresentare un’alternativa naturale agli estrogeni sintetici, normalmente usati nelle terapie ormonali sostitutive. Tuttavia, attualmente, gli studi scientifici a riguardo sono molto controversi.

          I benefici dei fitoestrogeni

Ecco alcuni dei benefici legati attualmente ai fitoestrogeni:

  1. Alleviare le vampate di calore in donne in perimenopausa, riducendone la frequenza;
  2. Prevenire una riduzione della perdita ossea in donne in menopausa o postmenopausa, quando somministrati in dosi specifiche a fianco della vitamina D;
  3. Regolare l’assorbimento del ferro nel flusso sanguigno, offrendo lievi effetti anti-infiammatori;
  4. Promuovere la salute di cuore ed arterie nelle donne in postmenopausa. In particolare, i fitoestrogeni, regolando i livelli di alcuni ormoni all’interno del corpo. Possono essere usati per trattare l’arteriosclerosi (malattia caratterizzata da accumulo di grasso all’interno delle arterie);
  5. Prevenire alcuni tipi di cancro.

Per quanto riguardo i tumori correlati alla produzione di ormoni, essi possono essere in parte trattati mangiando i giusti alimenti. Ad esempio i fitoestrogeni sono stati studiati in relazione ai tumori al seno e alle ovaie, con molti risultati positivi.

A tal proposito, ecco cosa mostra uno studio del 2009 su oltre 5.000 donne con diagnosi di carcinoma mammario. Una significativa diminuzione del tasso di mortalità e una recidiva della malattia, nei pazienti con una dieta ricca di fitoestrogeni non provenienti dalla soia. Per quanto riguarda il cancro al seno, invece, sembra che l’apigenina possa essere il migliore dei fitoestrogeni nel ridurre la crescita delle cellule del cancro al seno.

Tuttavia, gli scienziati non sono ancora arrivati ad un verdetto univoco: sembrerebbe che i fitoestrogeni possano essere o meno utili per la prevenzione e/o il trattamento dei tumori ormonali. Ciò sembrerebbe dipendere dallo stato della menopausa e dal momento in cui la dieta presenta alti livelli di assunzione di soia.

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         Gli effetti negativi dei fitoestrogeni

I fitoestrogeni possono fornire alcuni degli stessi benefici dell’estrogeno naturale e sintetico. Tuttavia questo non li rende necessariamente più sicuri degli ormoni sintetici, che hanno diversi effetti collaterali. Dato che i fitoestrogeni agiscono allo stesso modo, essi possono avere gli stessi rischi, tra cui:

  1. Influire negativamente sulla fertilità

Gli studi dimostrano che le diete ricche di alcuni fitoestrogeni, riducono il verificarsi di gravidanze in alcune specie animali, tra cui l’uomo. In alcuni di questi esempi, la rimozione dei fitoestrogeni dalla dieta ha determinato il riequilibrio dei livelli di fertilità.

Inoltre, l’esposizione alla genisteina e al coumestrolo, due specifici fitoestrogeni, all’inizio della vita di un individuo può contribuire a problemi di fertilità in seguito allo sviluppo.

  1. Causare cambiamenti nei cicli ormonali
  2. Causare difficoltà con l’allattamento
  3. Aumentare il rischio di cancro al seno ed endometriale

Uno studio canadese, ha infatti scoperto che basse concentrazioni di fitoestrogeni possono far crescere il cancro al seno più rapidamente. Inoltre possono inibire gli effetti del tamoxifene, il farmaco usato per trattare il cancro al seno in stadio avanzato. In concentrazioni più elevate, l’effetto era invece l’opposto, causando la contrazione dei tumori e l’aumento dell’impatto dei farmaci. Questo dimostra quanto sia davvero complicata la questione sui fitoestrogeni.

  1. Aumentare il rischio di endometriosi, epatite tossica non virale, fibromi uterini
  2. Aumentare il rischio di declino cognitivo e demenza

Anche se le prove rimangono inconcludenti, la ricerca suggerisce addirittura un legame tra l’assunzione di molti fitoestrogeni con demenza e declino cognitivo. I fattori che possono causare questo declino variano con l’età. Ma anche a seconda della salute della tiroide, quindi è opportuno non esagerare con l’assunzione di fitoestrogeni. Raccomandazione specialmente per chi è a rischio di disturbi cognitivi, come la demenza.

          Conclusioni

Come abbiamo visto, i fitoestrogeni rappresentano un argomento controverso.

La verità è che possono essere utili in specifiche dosi, in particolare per le donne in menopausa, ma hanno anche effetti collaterali negativi, in particolare per gli uomini. A tutt’oggi, non ci sono prove sufficienti che una dieta ricca di fitoestrogeni possa contrastare e alleviare completamente i sintomi della menopausa. È anche vero che nulla può realmente farlo, perché i sintomi di questo cambiamento ormonale possono essere gestiti, ma non completamente evitati.

Essendo interferenti endocrini, la soluzione migliore è limitare l’assunzione complessiva. Ed è consigliato consultare il proprio medico prima di decidere se aggiungere più fitoestrogeni nella dieta o se eliminarli completamente. Questo vale anche se sotto forma di integratori.

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Articolo a cura della Dott.ssa Veronica La Civita.

 

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